“TECNICHE ESTESE PER LE CAMPANE DEI CAMPANILI” CON DOMENICO TORTA a Milano

Che sia un evento singolare non c’è dubbio! Il 26 marzo 2024 dalle ore 11 alle 14 il Conservatorio di Milano ospita, su invito di Rive-Gauche Concerti, Domenico Torta, storico fondatore del Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri, direttore dei Musicanti di Riva presso Chieri che all’occasione si configurano come ensemble di esperti campanari.

L’incontro è propedeutico al doppio evento di “Alta Pressione | Musiche in Mostra al futuro anteriore” del successivo 8 giugno a Riva presso Chieri in cui interverranno giovani compositori con una prima anche di Giovanni Grosskopf.

Domenico Torta presenta a studenti, docenti e pubblico interessato un inedito set in miniatura di campane che permette di illustrare le extended techniques praticabili dall’alto dei campanili agendo direttamente con batacchi e martelli e coniugando le prassi della musica popolare con quelle dei compositori contemporanei.

Un incontro di tre ore ricco di informazioni e sorprese, all’insegna del suono e delle sue origini – prima ancora che della musica sintatticamente intesa – e soprattutto delle infinite possibilità tecniche ed espressive dell’universo campanario.

Domenico Torta, geniale fondatore e anima del Museo del Paesaggio Sonoro, nato a Riva presso Chieri (Torino) nel 1957, ha compiuto i suoi studi musicali al Conservatorio di Torino diplomandosi nel 1978 in Contrabbasso. Ha fatto parte per diversi anni dell’Orchestra Sinfonica della RAI e di formazioni cameristiche impegnate nella musica del Novecento e contemporanea, praticando nel contempo un costante interesse autodidattico per la Composizione. Ha composto musiche per sonorizzazioni (Edizioni Black Records di Milano e RAI – Nuova Fonit Cetra) e per il teatro, collaborando con registi quali Fulvio Bava, Flavio Ambrosini, Renato Floris, Sergio Ariotti, Victor Rambaldi, Walter Malosti. Il Teatro Regio di Torino ha più volte programmato tre sue opere da camera (“I Contrabbassi” su testi di Patrick Süskind, “Corto circuito” su testi di Paola Viano e “Perché hai scelto proprio il contrabbasso?” su testi propri). Numerose le composizioni che coniugano colto e popolare con organici che adottano un largo uso di contrabbassi, come la “Chili suite” (Ed. Bongiovanni di Bologna) o “Recalling Rossini”, inciso dal Bottesini Double-bass quartet ed eseguito all’Auditorium Saint-Germain di Parigi dai contrabbassisti dell’Orchestre National d’Ile de France e più volte riproposto dall’Opus Five, o ancora il “Concerto per contrabbasso e archi” dedicato a Emilio Benzi e inciso per N.B.B. Altre pubblicazioni di suoi lavori dall’etichetta inglese Recital Music Publisher. Negli anni ha maturato la sua originale idea di scrittura in un’ottica di eclettica trasversalità tra generi musicali, approfondendo straordinarie competenze nei settori dell’etnomusicologia e dell’antropologia che lo hanno portato nel 2012 al “capolavoro” della sua vita: il Civico Museo del Paesaggio Sonoro. Qui ha raccolto un numero impressionante di testimonianze, individuate nell’arco di decenni sul suo territorio natale, creando una collezione unica di memorie e strumenti destinati altrimenti all’oblio, ora in mostra nei suggestivi spazi del settecentesco Palazzo Grosso messo a disposizione dall’Amministrazione comunale rivese in collaborazione con la Cattedra di Etnomusicologia dell’Università di Torino, grazie anche ai fondamentali contributi di Febo Guizzi, Cristina Ghirardini, Dino Tron e Guido Raschieri, cui si deve il coordinamento dei lavori di allestimento. Per testimoniare e documentare le sonorità tipiche del “quintét” e delle grandi squadre da ballo (“bandin”) tipiche della musica popolare rivese, e riproporre il repertorio già in uso tra Otto e Novecento, ha fondato “I Musicanti di Riva presso Chieri”, ensemble modulare formato, nell’organico base, da otto sorprendenti performer in grado di eseguire musiche sugli strumenti più improbabili: rastrelli, archi con casse armoniche fatte da stomaci di animali, zufoli di ogni tipo e campane suonate direttamente dai loro batacchi in cima alle torri campanarie. L’ensemble ha partecipato a innumerevoli trasmissioni radiofoniche e televisive per RAI ed altre emittenti, nonché a manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale, inclusi tre festival di Musiche in Mostra, riscuotendo sempre i più entusiastici consensi. La loro attività in veste di campanari è andata crescendo negli ultimi anni ed è stimolo di commissioni di nuove musiche che coniugano tradizioni colte e popolari. Nell’arco della sua eclettica carriera, Torta ha tenuto numerosi corsi e laboratori presso scuole di ogni ordine e grado, Università inclusa. Da competenze apprese nella ricerca sul campo ha ideato e condotto, tra gli altri, un memorabile laboratorio per la costruzione di flauti globulari in terracotta per i corsi di formazione professionale promossi della CEE e dalla Regione Lombardia. Grazie alla nascita nel 2012 del Museo del Paesaggio Sonoro e a un rinnovato interesse verso le tematiche etnomusicologiche, le sue competenze sono approdate ai piani di offerta formativa delle Università di Torino e Trento. Ha ricevuto un incarico di Professore a contratto (settore disciplinare Etnomusicologia) presso l’Università torinese come titolare del “Laboratorio pedagogico-didattico della tradizione musicale: strumentario minore e sonorizzazione della fiaba”, e dallo stesso Ateneo è stato invitato come relatore ai “Seminari di Primavera” in memoria di Febo Guizzi per il Corso di laurea al DAMS. I due interventi hanno riguardato rispettivamente l’esperienza di indagine etnomusicologica (“Etno-musicologia applicata. Lo strumentario del Museo del Paesaggio Sonoro”) e i processi di traduzione spettacolare di recente realizzazione (“Etnomusicologia applicata. Lo strumentario del Museo del Paesaggio Sonoro” e “La sinfonia del mondo”).

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