LA FABBRICA ILLUMINATA, NEL CENTENARIO DI LUIGI NONO a Genova

Genova, Scuola di Robotica, 18 aprile 2024 ore 18. A cent’anni dalla nascita di Luigi Nono e a sessanta dalla composizione del suo iconico lavoro La fabbrica illuminata dedicata agli operai delle acciaierie Italsider di Genova Cornigliano, Rive-Gauche Concerti propone in collaborazione con Associazione Anfossi una delle rare live performance di questo iconico lavoro. E proprio a Genova, città cui si riferisce Nono!

PROGRAMMA

il Duo Alterno
Tiziana Scandaletti, soprano
Riccardo Piacentini, regia del (foto)suono

Luigi Nono (1924-1990)
La fabbrica illuminata (1964)
per voce femminile e nastro magnetico

Con un preludio di Riccardo Piacentini (1958): Foto-suoni della luce (2024) per supporto audio-digitale


BREVE PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

La fabbrica illuminata, cent’anni dopo la nascita di Luigi Nono è un progetto del Duo Alterno che trae il titolo da uno dei massimi capolavori della vocalità degli ultimi decenni. Nel centenario della nascita del compositore veneziano Luigi Nono (1924-1990) e a sessant’anni esatti dalla composizione de La fabbrica illuminata per voce femminile e nastro magnetico (1964), viene proposta l’esecuzione live di questo lavoro, per più versi ancora attualissimo, in cui Nono elabora registrazioni delle voci degli operai delle acciaierie Italsider di Genova-Cornigliano e dei suoni del loro ambiente di lavoro. Le condizioni acustiche e, per riflesso, sociali (o viceversa) in cui gli operai si trovavano a lavorare diventa stimolo creativo per una delle realizzazioni più alte della nostra musica vocale e delle sue uniche ed inimitabili possibilità espressive. Il soprano Tiziana Scandaletti ne ha curato una delle rare incisioni discografiche, conservata negli archivi della Fondazione Luigi Nono e citata nell’edizione critica di Casa Ricordi, riproponendone qui l’esecuzione dal vivo. L’esecuzione è preceduta da un preludio di Foto-suoni della luce, composto ad hoc da Riccardo Piacentini per accogliere il pubblico nell’atto di accedere agli spazi performativi.