Il Duo Alterno formato da Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini torna a Chengdu (Sichuan, Cina) nella prestigiosa City Concert Hall. Il 25 luglio 2025 alle ore 19,30 present il programma “Notturni” con i Four Beatles Songs di Louis Andriessen e la prima assoluta di Al chiaro di silenziosa luna (d’après Beethoven) di Riccardo Piacentini.
Il programma prevede anche i sei Notturni KV 436-439 e KV 549 di Wolfgang Amadeus Mozart per voci e pianoforte ed è condiviso con i cantanti (ordine alfabetico) Benedetta Grasso, Gao Lanxin, Hu Jianyu, Li Chenjie, Qi Jiahao, Qiu Yifan, Shou Xinran, Ye Hangwen, Zhang Yiwen.
PRESENTAZIONE
Notturni prende il titolo da un genere musicale che evoca il tema della notte e si diffonde nella cultura europea particolarmente nel Sette e Ottocento. Wolfgang Amadeus Mozart fu uno dei primi ad adottare questo termine per alcune sue composizioni che talvolta chiamava “serenate” (come la celeberrima Eine kleine Nachtmusik) e talvolta “notturni”, accomunate dal fatto di doversi eseguire prevalentemente in spazi aperti e alla sera o di notte. I Sei Notturni su testi di Pietro Metastasio e di autori ignoti sono autentiche gemme musicali composte dal grande Wolfgang negli anni ’80 del Settecento. La versione qui eseguita è per tre voci e accompagnamento di pianoforte.
Di circa quarant’anni posteriore è il noto Ständchen (Serenata) di Franz Schubert, che ci proietta dal Classicismo di Mozart al Romanticismo. La città di composizione è sempre Vienna, ma l’atmosfera è profondamente diversa. Il riferimento alle serenate e ai notturni di Mozart è pero evidente sin dal titolo e dall’ambientazione notturna. Si tratta di una serenata il cui contesto è un bosco immerso nel buio della notte che genera sensazioni di inquietudine, al contrario dei Notturni mozartiani. Questo piccolo grande capolavoro è tratto da una serie di quattordici Lieder che Schubert chiamò Schwanengesang, cioè “Canto del cigno”.
Dalla Serenata notturna di Schubert alla Sonata detta “al chiaro di luna” di Beethoven, il passo è breve. Intanto Schubert, morto l’anno successivo di Beethoven (il 1828), fu un grande ammiratore del genio di Bonn. Inoltre alcune armonie dell’inizio della Serenata possono richiamare quelle del celebre primo movimento della Sonata di Beethoven, mentre l’intensità poetica sempre densa di una certa qual irrequietezza regna sovrana in entrambe le composizioni. Qui la luna di Beethoven diventa materiale di elaborazione per una versione inedita del brano per tre tenori e pianoforte curata da Riccardo Piacentini.
E che dire dei brani di Gioachino Rossini e Reynaldo Hahn? Qui il riferimento “notturno” è più sfumato, ma in entrambi i casi (Ridiamo, cantiamo e La Primavera) si tratta di serenate. Sono serenate scritte da due compositori molto diversi tra loro, ma entrambi inclini a una profonda leggerezza. Rossini, il gigante della vocalità italiana prima dell’epoca di Bellini, Donizetti e Verdi, sorride con gusto in questo brano intriso di divertimento e ironia nella formazione di quattro voci e pianoforte, quasi un concertato. Hahn, compositore francese della Belle Époque tra Otto e Novecento, scrive invece la sua elegante “primavera” come parte di una raccolta di sei liriche veneziane da cantare in gondola. E ci possiamo immaginare la Venezia notturna che riecheggia di quattro voci che cantano tra i canali mentre il vogatore rema.
Restano i Beatles Songs del compositore olandese Louis Andriessen, scelti a conclusione del concerto. Pubblicati nel 1966 su testi e melodie di John Lennon e Paul McCartney, subito dopo l’uscita del celebre disco Help! dei Beatles, sono un sorprendente esempio di innesto tra generi e stili diversi in un più moderno esito di canzone/serenata dove l’amore è al centro di ogni testo. In particolare Michelle e Yesterday hanno un colore nostalgico e in qualche modo notturno. Ognuna delle quattro canzoni è pensata in stile di un grande compositore del passato: la prima omaggia Gabriel Faurè (nato in Francia nel 1845), la seconda Henry Purcell (nato in Inghilterra nel 1659), la terza Maurice Ravel (nato anche lui in Francia nel 1875), la quarta Georg Friedrich Händel (natto nell’anno e nel Paese di Bach, in Germania nel 1685). Questi Beatles Songs fanno eco a quelli immediatamente precedenti di Luciano Berio, insegnante di Andriessen.
Riccardo Piacentini
