AL CHIARO DI LUNA. CONCERTO SOLIDALE PER MEDICI CON L’AFRICA a Padova

Il Duo Alterno formato da Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini anche quest’anno presenta un concerto solidale organizzato dal Soroptimist International Padova per CUAMM Medici con l’Africa.

Il concerto è condiviso con i soprani Ye Hangwen, Shou Xinran, Gao Lanxin, Laura Santos, i tenori Hu JianyuSong Jiawei, Li Yang, Qiu Zini e il baritono Qiu Yifan baritono e si tiene il 15 maggio 2026 ore 21 nel magnifico Salone dei Giganti di Palazzo Liviano a Padova.

Ingresso a offerta libera e responsabile.

IL PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart
Sei notturni KV 436-439, 439a e 549
per due soprani, basso e pianoforte– Due pupille amabili
– Se lontan, ben mio, tu sei
– Ecco quel fiero istante
– Mi lagnerò tacendo
– Luci care, luci belle
– Più non si trovano
Testi di Anonimo e di Pietro Metastasio

Ludwig van Beethoven
Der Kuss
per soprano e pianoforte

Ludwig van Beethoven
Al chiaro di silenziosa luna
per tre voci maschili e pianoforteRivisitazione di Riccardo Piacentini per voci e pianoforte
dal primo movimento della Sonata op. 27 n. 2
Testo di Giacomo Leopardi

Ludwig van Beethoven
Nove canti italiani
per soprano, mezzosoprano, tenore, basso e pianoforte– Bei labbri che Amore
– Per te d’amico aprile
– Nei campi e nelle selve (vers. 1)
– Nei campi e nelle selve (vers. 2)
– Fra tutte le pene (vers. 1)
– Fra tutte le pene (vers. 2)
– Fra tutte le pene (vers. 3)
– Chi ami di questo core
– Giura il nocchier
Rivisitazione di Riccardo Piacentini per voci e pianoforte
dall’originale WoO 99 per sole voci
Testi di Pietro Metastasio

BREVE PRESENTAZIONE

Ci sono titoli o sottotitoli che, per quanto brevi e non strettamente musicali, rimandano immediatamente a un capolavoro della letteratura musicale. Nelle opere liriche questo è abbastanza ovvio, ma nelle composizioni di origine non teatrale e in più casi senza un testo o un preciso “programma” la cosa è a volte sorprendente. Per stare ai compositori eseguiti in questo programma, basterebbe dire “Jupiter” o “alla turca” oppure “Appassionata” o semplici parole comuni come “destino” o “chiaro di luna”, per evocarne all’istante l’autore e il brano.

In posizione centrale nel nostro concerto è appunto il brano di Beethoven noto con il sottotitolo “Al chiaro di luna” (sottotitolo peraltro che non risale a Beethoven, ma al critico Ludwig Rellstab che nel primo movimento dell’op. 27 n. 2 ci vide una barca sul lago di Lucerna illuminato dalla luna). Evocazione per evocazione, la versione contenuta nel programma è una rivisitazione per tre voci maschili e pianoforte dall’originale per solo pianoforte risalente al 1801. Il testo è qui tratto da una non meno celebre poesia di Giacomo Leopardi, Alla luna, scritta diciotto anni dopo. Il contrappunto che ne esce salva integralmente la parte pianistica ponendo in virtuosa relazione due colossi del primo Ottocento ispirati da atmosfere notturne.

Riposizioniamo ora i brani secondo l’ordine del programma. I Sei notturni di Mozart sono stati raccolti e così intitolati successivamente alla loro singola composizione. Si tratta in altri termini di una raccolta postuma che risale proprio a un anno vicinissimo alla composizione della Sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven: il 1803. I numeri d’opera vanno dal KV 436, composto nel 1783, al KV 549, composto tra il 1786 e il 1788, e si può dire che quest’ultimo notturno racchiuda l’intero senso della raccolta, così bene espresso dalle geniali parole di Pietro Metastasio: «Più non si trovano / fra mille amanti / sol due bell’anime / che sian costanti, / e tutti parlano / di fedeltà. / E il reo costume / tanto s’avanza, / che la costanza / di chi ben ama / ormai si chiama / semplicità». È la parola “semplicità” che dà la svolta di senso a tutta la raccolta, meraviglioso esempio di profondissima semplicità di cui soprattutto l’ultima fase creativa di Mozart è esempio insuperabile.

Di Beethoven sono i successivi tre lavori in programma, tutti appartenenti agli anni in cui il genio di Bonn aveva tra i ventidue e trentadue anni. Il primo è uno dei suoi Lieder più iconici, Der Kuss (Il bacio), e, all’interno del concerto, si può intendere come un gesto di affetto notturno su una poesia di Christian Felix Weisse che narra di un bacio rubato tra gioco e malizia. Questo è reso da Beethoven con un esito musicale che rappresenta una dolce ambiguità e che, coerentemente, si iscrive sulla linea tematica dei testi di Metastasio a cui si era ispirato qualche anno prima Mozart. Un fascino straordinario che emana dal Lied è la sua intima relazione con la vocalità cameristica (passata) di Mozart e quella (futura) del più prolifico dei liederisti tedeschi, Schubert. Schubert non aveva ancora scritto i suoi primi Lieder, risalenti al 1814, ma il suo irresistibile charme già si pre-sente in molti Lieder di Beethoven, tra cui indubbiamente Der Kuss, rendendo giustizia, semmai ce ne fosse ancora bisogno, al debito che tutti i compositori dell’Ottocento hanno nei confronti di Beethoven.

In conclusione, passando per il “chiaro di luna” del terzo brano, i Nove canti italiani che Beethoven compose, anche lui come Mozart su testi di Metastasio, lungo l’arco dei suoi giovani vent’anni, quando già si stava affermando in modo incontrovertibile ma nello stesso tempo non temeva di affidarsi alle maggiori conoscenze di Antonio Salieri. Sì, proprio lui che un’immagine (molto probabilmente distorta, certamente impietosa) collega a Mozart. Ebbene, in questi lavori Salieri corregge magistralmente, su richiesta dello stesso Beethoven, la sillabazione italiana e conferisce alle linee melodiche una pertinenza inappuntabile rispetto alla prosodia metastasiana, senza nulla togliere all’energia beethoveniana, anzi! La prima edizione critica dei Canti polifonici italiani WoO 99 (così si intitolavano in origine) viene pubblicata solo nel 1872 e contiene nove dei Canti con la supervisione del più grande dei musicologi che si siano mai occupati di Beethoven: Gustav Nottebohm. In questa edizione compaiono, una a una, le eccellenti “correzioni” di Salieri nel pieno rispetto dell’idea musicale beethoveniana. La performance di Padova è fedele al massimo grado all’edizione critica di Nottebohm, originariamente per sole voci, con la nuova parte pianistica di accompagnamento recentemente pubblicata dalle Edizioni Sconfinarte di Milano. Una preziosità resa possibile dal Duo Alterno e dalle sue attività di ricerca e promozione della musica vocale da camera. (r. p.)