Concerto prenatalizio organizzato dall’associazione musicale Rive-Gauche Concerti in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino e l’Associazione Franz Schubert. Contesto: stagione di concerti “Natale 2025” della Città di Torino. Luogo: Torino, Chiesa di San Leonardo Murialdo. Data e ora: 4 dicembre 2025 ore 16,30.
La prima parte del programma, a cura di Rive-Gauche Concerti, prevede musiche rare di Mozart e Beethoven, con brani per voci e pianoforte tratti dall’ultima fase creativa di Mozart (i sei Notturni su testi di Pietro Metastasio) e dai Canti polifonici italiani (sempre su testi metastasiani) di Beethoven con il nuovo accompagnamento pianistico composto da Riccardo Piacentini.
Le voci sono curate da Tiziana Scandaletti. In ordine alfabetico sono: Gao Lanxin, Hu Jianyu, Qi Jiahao, Qiu Yifan, Shou Xinran, Ye Hangwen, Zhang Yiwen.
Segue il programma dettagliato.
Ensemble vocale di Chengdu
Tiziana Scandaletti preparazione delle voci
Riccardo Piacentini direzione e pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart
Sei notturni KV 436-439 e 549 Testi di Anonimo e di Pietro Metastasio
Ludwig van Beethoven – Riccardo Piacentini
Al chiaro di silenziosa luna (d’après Beethoven)
Rivisitazione per voci e pianoforte del primo movimento della Sonata op. 27 n. 2
Testo di Giacomo Leopardi
Nove canti italiani (selezione dall’opus WoO 99)
Rivisitazione per voci e pianoforte dall’originale per sole voci
Testi di Pietro Metastasio
La prima parte del programma Canti di pace presenta tre rarità del periodo classico, da brani di Mozart e Beethoven che bene si adattano allo spirito delle festività natalizie. La notte di Natale si illumina qui dei canti notturni di Mozart, straordinario esempio di purezza e “semplicità” degli ultimi anni di vita dell’incomparabile genio salisburghese, mentre da Beethoven viene tratta una rivisitazione per voci e pianoforte dal celebre primo movimento della Sonata op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”. Qui vengono inseriti testi dalla poesia lunare forse più famosa di tutte, Alla luna di Giacomo Leopardi, che racconta del pastore errante che contempla e interroga la luna. E c’è infine una selezione dai Canti polifonici italiani che Beethoven scrisse per sole voci sotto la supervisione di Antonio Salieri quando era poco più che ventenne. In realtà si tratta di impressionanti anticipazioni di quello che sarà l’inno alla pace più iconico che esista, l’Inno alla gioia, di cui si possono riconoscere inaspettatamente alcuni brevi frammenti. La rivisitazione a cura di chi scrive le presenti note accompagna questi sorprendenti canti polifonici con un pianoforte che si ispira appassionatamente alla scrittura beethoveniana. (Riccardo Piacentini)
